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La Corte di giustizia delle Comunità europee

La nuova CJCE (Lussemburgo), CJCE La nuova CJCE (Lussemburgo) CJCE

La Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE) è stata creata, nella sua prima forma, dal trattato di Parigi (CECA) nel 1952. Ha assunto la sua denominazione attuale nel 1957. Viene chiamata più comunemente "Corte europea di giustizia" o "Corte di giustizia". La Corte di giustizia ha sede a Lussemburgo. Ha il compito di garantire che la legislazione dell'Unione europea sia interpretata e applicata uniformemente in tutti gli Stati membri, in modo tale da garantire la sicurezza giuridica dei cittadini e il primato del diritto per tutti. La Corte controlla, inoltre, il rispetto del diritto comunitario da parte degli Stati membri dell'UE e delle sue istituzioni. Nell'applicazione del diritto comunitario, ha competenza per decidere in merito alle controversie giuridiche tra i paesi dell'Unione, le istituzioni europee, le aziende e i privati.

Come funziona la Corte di giustizia?

La Corte ha un giudice per Stato membro, in modo tale che siano rappresentate tutte le sensibilità giuridiche nazionali dell'Unione europea. Le sedute si svolgono in camere con tre, quattro o cinque giudici, talvolta nella "grande camera" composta da tredici giudici. Eccezionalmente, la Corte svolge sedute plenarie in presenza di tutti i giudici. La Corte è assistita da otto " avvocati generali". Costoro hanno il compito di presentare dei pareri motivati sulle cause sottoposte alla Corte e devono adempiere a questo compito pubblicamente, in modo imparziale e indipendente. Spesso, nel loro paese di provenienza, i giudici e gli avvocati generali ricoprono le cariche giuridiche più elevate. Sono nominati di comune accordo tra i governi degli Stati membri, con un mandato di sei anni rinnovabile.

Per aiutare la Corte di giustizia a trattare l'elevato numero di cause che le sono sottoposte e offrire ai cittadini un miglior accesso alla giustizia, nel 1989 è stato creato un "Tribunale di primo grado". Tale tribunale è competente per i ricorsi formulati da privati o da aziende contro le decisioni delle istituzioni europee, in particolare quelle della Commissione in materia di diritto della concorrenza. Nel 2006, è stato creato anche un "Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea", per decidere in merito alle controversie tra l'Unione europea e i suoi funzionari.

La Corte di giustizia e il Tribunale di primo grado hanno un presidente ciascuno che i giudici stessi designano tra di loro, per un mandato di tre anni rinnovabile. Vassilios Skouris, di cittadinanza greca, è stato eletto presidente della Corte di giustizia nel 2003. Il lussemburghese Marc Jager presiede il Tribunale di primo grado dal 2007.

Cosa fa la Corte di giustizia?

La Corte di giustizia emette delle sentenze sulle cause che le sono sottoposte. Le cause sulle quali la Corte si pronuncia appartengono a varie categorie: 

  • Il rinvio pregiudiziale: le giurisdizioni degli Stati membri devono controllare che la legislazione europea sia applicata correttamente nei loro paesi. Vi è tuttavia il rischio che diano un'interpretazione diversa del diritto comunitario. La procedura di "rinvio pregiudiziale" è quindi stata prevista per evitare questa situazione. In tal modo, se una giurisdizione nazionale ha un dubbio sull'interpretazione o sulla validità di un atto legislativo europeo, può, e in alcune circostanze addirittura deve, sollecitare il parere della Corte di giustizia tramite una "domanda pregiudiziale". Tale parere è reso dalla Corte in forma di "sentenza pregiudiziale".
     
  • Il ricorso per inadempimento: la Commissione può avviare questa procedura se ha ragioni fondate di pensare che uno Stato membro non adempie agli obblighi imposti dal diritto comunitario. Questa procedura può anche essere avviata da uno Stato membro contro un altro. In entrambi i casi, la Corte esamina i mezzi e gli argomenti citati ed emette una sentenza. Se viene effettivamente constatato un "inadempimento", lo Stato membro deve rettificare la situazione. Se la Corte constata che lo Stato membro non esegue la sentenza, può sanzionare il paese in oggetto con una multa e/o con una penale in occasione di una nuova sentenza.
  • Il ricorso per annullamento: se uno Stato membro, il Consiglio, la Commissione o il Parlamento e, a condizione di essere coinvolti direttamente e individualmente, un cittadino o un'azienda pensano che un atto legislativo europeo sia illegale, possono chiederne l'annullamento alla Corte. Se la Corte constata che l'atto imputato non è stato adottato correttamente o è contrario ai testi comunitari, può dichiararlo nullo e non avvenuto. Si procede quindi come se l'atto non fosse mai esistito.
     
  • Il ricorso per carenza: il trattato impone al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione di prendere alcune decisioni in circostanze ben precise. Se non si conformano a quest'obbligo, gli Stati membri, le altre istituzioni dell'Unione e, in alcuni casi, i privati o le aziende possono adire la Corte affinché tale carenza sia ufficialmente riconosciuta.
  • La Corte di giustizia ha anche un ruolo molto importante per il funzionamento e per l'evoluzione dell'Unione europea tramite la sua giurisprudenza. La giurisprudenza della Corte di giustizia consente di chiarire il diritto comunitario e di controllarne il rispetto.

    La Corte di giustizia delle Comunità europee

 

  • Fonte: La Corte di giustizia delle Comunità europee
  • Ultimo aggiornamento: 25.06.2008
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